Ida

Ida

Ida

La vicenda si svolge all inizio degli anni ’60, nella grigia e soffocante Polonia dove vige stabilmente il regime comunista. Anna è una giovane novizia in attesa di diventare suora a tutti gli effetti. Vive serenamente in un convento isolato dove, essendo orfana, è stata portata in tenerissima età, durante la II Guerra Mondiale. Poche settimane prima di prendere i voti, invitata insistentemente dalla Madre Superiora, si reca a Varsavia per incontrare la sua unica parente conosciuta, la zia Wanda, che, durante il passato, non si è mai messa in contatto con lei. Quando arriva nell’appartamento della zia, si trova di fronte una cinquantenne single, intellettuale elegante e disinvolta, ma visibilmente disillusa, al limite del cinismo. Wanda appartiene all’elite del regime, essendo un magistrato, con un passato di combattente nella Resistenza antinazista e di militante del partito. È una donna che nasconde una grande sofferenza, compensando con un’attiva vita sessuale con vari partner e con il consumo di alcoolici. In breve racconta ad Anna una tremenda verità familiare: la futura suora è in realta di razza ebrea ed era una bambina chiamata Ida. Durante la guerra, la famiglia si era rifugiata nella loro piccola fattoria, ed era stata “aiutata” da alcuni contadini polacchi. Poi i genitori di Anna sono stati uccisi in circostanze misteriose. Wanda convince la nipote a recarsi dove avevano vissuto i suoi genitori per cercare di scoprire le circostanze della loro scomparsa. Per alcuni giorni le due donne vivono insieme. Anna sperimenta la novita della vita ordinaria, i piccoli piaceri e le miserie morali degli uomini. Poi scoprono terribili segreti, ritrovano le ossa dei congiunti e li seppelliscono in un cimitero ebraico in rovina a Lublino. Anna torna in convento, ma, quando apprende la notizia del suicidio di Wanda, si trasferisce nell’appartamento della zia.

Giudizio: bello, si può vedere

A proposito di Davis

A proposito di Davis

A proposito di Davis

C’era una volta la capitale indiscussa del folk, quel Greenwich Village a partire dal quale Bob Dylan avrebbe cambiato la storia della musica. Ma questa storia comincia prima, quando la musica folk è ancora inconsapevolmente alla vigilia del boom e i ragazzi che la suonano provengono dai sobborghi operai di New York e sono in cerca di una vita diversa dalla mera esistenza che hanno condotto i loro padri. Llewyn Davis è uno di questi, un musicista di talento, che dorme sul divano di chi capita, non riesce a guadagnare un soldo e sembra perseguitato da una sfortuna sfacciata, della quale è in buona parte responsabile.

Giudizio: Se vi piace la musica folk e i gatti, allora il film fà per voi. Altrimenti lasciate stare, vi annoiate!

Frasi del film:

Tutto quello che tocchi diventa merda. Sei il fratello scemo del Re Mida
infilati un preservativo sopra l’altro, e poi avvolgilo nella plastica”
“Cosa ti sembra di quei ragazzi?” “Mi piacciono i loro maglioni”
“Un cantante folk con un gatto. Sei gay?”

Nebraska

Nebraska

Nebraska

Woody Grant ha tanti anni, qualche debito e la certezza di aver vinto un milione di dollari alla lotteria. Ostinato a ritirare la vincita in un ufficio del Nebraska, Woody si avvia a piedi dalle strade del Montana. Fermato dalla polizia, viene ‘recuperato’ da David, figlio minore occupato in un negozio di elettrodomestici. Sensibile al desiderio paterno e dopo aver cercato senza successo di dissuaderlo, decide di accompagnarlo a Lincoln. Contro il parere della madre e del fratello Ross, David intraprende il viaggio col padre, assecondando i suoi capricci e tuffandosi nel suo passato. Nel percorso, interrotto da soste e intermezzi nella cittadina natale di Woody, David scoprirà i piccoli sogni del padre, le speranze svanite, gli amori mai dimenticati, i nemici mai battuti, che adesso chiedono il conto. Molte birre dopo arriveranno a destinazione più ‘ricchi’ di quando sono partiti.
Giudizio: bello, da vedere, da non perdere!
Alcune frasi del film:
“Ha l’Alzheimer suo padre?
No, crede a quello che gli dice la gente.
Non è un bene.
Già…”

Manzò – Dal taglio alla tavola

Manzò – Dal taglio alla tavola
Via antonio Gramsci, 1
10121 Torino, Italia
+(39) 0110208230
http://www.manzocarni.com
Provato Sabato 17 Gennaio 2014 per Cena

Il locale si trova vicino al cinema multisala Reposi.
Una voltà qui c’era prima un locale di pizza al taglio e poi un negozio di Kebab.
Appena si entra al piano terra si possono ammirare tutti i vari tipi di carne (bisonte, canguro, struzzo, chianina, angus, ecc.), salumi e formaggi.
Qui si sceglie la carne e il tipo di cottura (sempre consigliata al sangue!) e poi si sale al piano superiore. La sala è molto piccola, piena di tavoli, calda e con una acustica pessima. Il servizio è veloce, i camerieri sono efficienti e veloci.
Giudizio: buono ma decisamente molto caro!!!
Fate attenzione che in genere vi consigliano tagli con l’osso (angus, chianina, ecc; così pagate 80 Euro al Kg. non solo la carne ma anche l’osso…) e poi il prezzo è la somma del costo della carne al chilo più 16 Euro per la cottura. Una vera rapina!!!
Abbiamo preso:
Tagliere “Battaglia” (antipasto misto di salame e formaggi) – 8 Euro
buono, un solo tipo di salme crudo con vari tipi di formaggi duri, semi-duri e molli.
carne di canguro (200 gr. circa, 2 fette) – 13 Euro
Discreta, una cotta al sangue e perfetta, l’altra cotta un po’ troppo e quindi un po’ troppo dura.
carne di bisonte (650 gr. circa) – 64 Euro
eccezionale, ottima! Cottura al sangue perfetta.
patate al forno – 4 Euro
birra – 4.50 Euro
acqua – offerta
coperto – 5 Euro

Totale ? 98 Euro, quasi 50 Euro a testa.

Trattoria Anna

Trattoria Anna
Via Gian Francesco Bellezia, 20
10122 Torino
0114362134
Provato Sabato 11 Gennaio 2014 per cena
Passeggiando in questa zona abbiamo scelto questo locale per puro caso, erano poco dopo le 20 di sera e siamo riusciti ad entrare anche senza prenotazione. Più tardi il locale si è riempito e la cameriera era da sola ma è stata veramente brava a servire tutti i tavoli sopra e sotto.
Si trova nel famoso quartiere della movida torinese “Quadrilatero Romano” ma il locale è semplice e non alla moda, rispecchia proprio una trattoria. Il locale è piccolo, suddiviso su 2 piani con una scala stretta e molto ripida.
Questo locale è caratterizzato da un menù a base di pesce.

Giudizio: buono, un po’ caro ma un ristorante di pesce
Abbiamo preso:
polipo con patate come antipasto
Buono peccato un po’ poco.
Una specie di guazzetto in umido (non mi ricordo il nome…)
Buono ma un po’ troppo pieno d’olio
Gamberi al curry
Buoni ma un po’ troppo speziati, sembra più un piatto indiano…
Acqua natuale depurata
Birra menabrea (Nota: niente vino, considerazione del tutto personale: o si prende un vino bianco buono e si spende o meglio non prenderlo, si evita di bere una schifezza per poi avere mal di testa o di stare male!)
Tarte tatin con panna liquida
Buona
Caratteristica:
Il caffè viene servito al tavolo con la moka e lo zucchero viene sciolto con un po’ di caffè,
risultato: molto buono!

 

Still Life

Still Life

Still Life

John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all’orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d’arresto per il ridimensionamento del suo ufficio e il conseguente licenziamento. Confuso ma null’affatto rassegnato, John chiede al suo superiore di concedergli pochi giorni per chiudere una ‘pratica’ che gli sta a cuore e che ha il volto di Billy Stoke, un vecchio uomo alcolizzato che aveva conosciuto un passato felice. Di quel passato fa parte Kelly, la figlia perduta per orgoglio molti anni prima. Lasciata Londra per informarla della dipartita del genitore, John si muove tra i vivi e assapora la vita che ha il volto di una donna e il sapore di una cioccolata calda.
Giudizio: bellissimo, da vedere, drammatico con un finale che vi stupirà! (non dico nulla…)
L’attore principale Eddie Marsan (nella parte di John May) è veramente bravo.

Mai Thai: thailandese a domicilio a Torino

Mai Thai: thailandese a domicilio a Torino

Mai Thai: thailandese a domicilio a Torino

Mai Thai
Via Mazzini 56/H – 10123 Torino (Torino)
maithai-torino.it
Provato Sabato 25 Gennaio 2014 per cena
Questo non è un ristorante ma un take-away specializzato in cucina thailandese ma al suo interno ci sono circa 6 tavoli alti distribuiti in due piccole salette.
Giudizio: passabile, si può provare una volta, troppo caro per mangiare in piatti di plastica ed in un take-away
Abbiamo preso:
Chang Roll – 5 Euro
roll discreti ma la salsa agrodolce leggermente piccante è molto buona.
Pad Thai Gamberi – 10 Euro
Tagliatelle con gamberi, discreti, piatto servito troppo caldo, sembra scaldato al microonde (non ho le prove ma il dubbio rimane…)
Ginger Beef – 11 Euro
Fettina di vitello leggermente speziato ma non piccante. Buono. , piatto servito troppo caldo, sembra scaldato al microonde (non ho le prove ma il dubbio rimane…)
Acqua Naturale 50cl – 1.00 Euro
Birra Singha 33cl – 3.50 Euro

Totale per 30.50 Euro “scontati” a 30 Euro.

American Hustle – L’apparenza inganna

American Hustle - L'apparenza inganna

American Hustle – L’apparenza inganna

Abscam era il vero nome di un’operazione dell’FBI che negli anni ’70 incastrò alcuni membri del congresso con l’aiuto di una coppia di noti truffatori.
Irving Rosenfeld che per anni aveva guadagnato promettendo a persone disperate cifre grosse in cambio di cifre piccole senza mai corrispondere nulla, fu incastrato assieme alla sua socia e compagna Sydney Prosser e costretto dall’agente Richie DiMaso ad aiutare l’FBI nell’organizzazione di una truffa ai danni di politici e mafiosi. Quello che nessuno aveva calcolato era però la devastante presenza della vera moglie di Irving, un ingestibile tornado di problemi.

Giudizio: Bello, si può vedere, un po’ lungo ma un po’ lungo. Bradley Cooper è incredibile!

Alcune frasi del film:

“Da te non voglio niente, se non posso avere tutto.”

“Le persone credono a quello a cui vogliono credere!”

“E’ un falso… Il tizio che lo ha dipinto – agli occhi di tutti – era bravo, quanto un vero pittore. Allora, chi è l’artista? Il pittore, oppure il falsario?

Perbacco

Perbacco
Via Giuseppe Mazzini, 31, 10123 Torino ?
011 882110
ristoranteperbacco.it -> NON funziona!!!

Provato il 7 Dicembre 2013 per cena

Il locale è composto da una prima sala sulla sinistra all’ingresso e poi da una seconda sala sulla destra.
La cucina è a base di pesce con ricette di origine siciliane ma riviste in chiave moderna.
Il servizio è ottimo.

Giudizio: Buono ma un po’ caro.

Sharazad Ristorante Persiano

Via Mercanti, 3
Turin
011 561 2455
ristorantepersianosharazad.it?

Provato alcune nolte nel mese di Novembre e Dicembre 2013

Il locale è composto da una prima sala dove c’è il forno per le pizze, una seconda sala con la scala per accedere al piano superiore.

Siamo sempre stati nella seconda sala, locale tranquillo senza troppo casino.

Il locale non è male, il servizio è veloce ed efficiente.

Provato la prima volta piatti persiani: abbondanti di riso, cous-cous, verdure e poca carne.

La seconda volta ho provato anche il Kebab: non è troppo speziato, molto buono.

Giudizio: Buono, consigliato, da provare.