Myo Hotel Caruso

Myo Hotel Caruso
U milosrdných 867/2 110 00 Praha-Staré Město, Czech Republic
+420 222 316 909
hotelcarusoprague.cz

The hotel is new, very close to the city center.
It is classified as 4 stars but it is less than 3 stars.
They declare 4 stars so they can ask 150 euro per night…
It has nothing of a 4 stars like Bestwestern, Hilton, Mercure, Holiday Inn Express, Melia, etc.
The hotel IS NOT NOISELESS like that they write!
It is impossible to sleep in this hotel!
You can listen everything: one that walk in the room, one that open the luggage, one man that shaves, one woman that walk with the shoes with heels.
The problem is not only for the hotel because it is not noiselessly but also for the guests that don’t respect the others.

Service
The service is managed from some czech persons and also from some italian guys, so you can see the typical approach to other southern italians…

Breakfast
There is everything: a lot of hams, cakes, omelettes done from a cook.
The room for the breakfast is on the -1 floor; too small, only 10 tables for 100 of guest.
For two days we waited 10 minutes for doing the breakfast.

Rooms
We ask for a room at the last floor: they gave us a first floor and after we changed with a second floor!

Room 104
Very small room, small bathroom with bath, too hot and there is a lot of noises from the lower and the upper floors.

Room 209
Big room, big bathroom with shower, too cold because there was a broken window (we asked to repair it!).
Too noises from the room 208 and upper and lower floors.

Wifi
It didn’t work only for one day…
For the other days, it worked but it was very slow: I downloaded my daily magazine of 45 Mbytes in more than 30 minutes!

Television
There was only 11 channels: 4 italians, 2 english, other german, russian and czech.
But in the last days, two italian channels are disappeared.

booking.com
I removed my account on booking.com.
I will never use it!
The offer are not so cheaper.
The guest on a hotel is considered nothing: The hotel knows that you’ll never come back, so you will receive the worst service.
You cannot verify the feedback from the others.
You cannot verify if the hotel is really like in the description.

 

Pride

Pride

Pride

Londra, 1984. Joe partecipa tra mille timidezze e ritrosie al Gay Pride e si unisce alla frangia più politicizzata del corteo, già proiettata sulla successiva battaglia in difesa dei minatori in sciopero contro i tagli della Thatcher. Guidati dal giovane Mark, i LGSM (Lesbians and Gays Support The Miners) cominciano il loro difficile percorso di protesta, che li conduce in Galles, nella remota comunità di Dulais. Superata l’iniziale ritrosia, tra attivisti gay e minatori nascerà una sincera amicizia e un’incrollabile solidarietà umana.
Giudizio: Bello, musiche degli anni ’80, divertente e drammatico, assolutamente da non perdere.

Alcune frasi spiritose del film:

Quello che mi hanno detto sulle lesbiche mi ha lasciato di stucco. Ma siete tutte vegetariane?
Quando fai una battaglia contro un nemico tanto più forte, tanto più grande di te, scoprire di avere un amico di cui non conoscevi l’esistenza è la più bella sensazione del mondo.

Corte Noa Bar Vineria

Corte Noa Bar Vineria
Città Di Palazzo, 22 – 10122 Torino (TO)
0115828062

Provato il Sabato 22 Novembre 2014

Il locale è molto piccolo tutto su un piano con una decina di tavoli. I bagni sono al piano sotto. La zona è molto bella in via Palazzo di città, vicina al Comune di Torino.
Il servizio è buono, i camerieri molto gentili e disponibili.
Se vogliamo proprio trovare una pecca è quella che il locale essendo un po’ piccolo e con il soffitto a volta c’è un po’ di rumore: vociare alto della gente o musica alta: per la musica non c’è problema basta chiedere ai camerieri o al titoale e loro prontamente l’hanno abbassata.
Abbiamo preso:
Antipasto: Pecorino al forno con miele
Secondi: Vitello al vino cannonau e Pollo al lardo
Dolce: Seadas
Bevande: vino bianco, mirto e caffè
Abbiamo speso 42 Euro per 2 persone.
Giudizio: buono, da riprovare

Android Lollipop 5.0

Ho aggiornato il mio Nexus 5 all’ultima versione disponibile, ossia Android 5.0 Lollipop.
Scaricati circa 485 Mbytes di firmware.
Primi feedback “a caldo”:

  • Velocità: buona, non sto riscontrando rallentamenti particolari
  • Multi-user: adesso è possibile configurare più utenti sullo stesso cellulare ed una come “Guest”
  • Pulsanti virtuali: cambiata la forma, assomigliano quelli della Sony Playstation…
  • Background: Cambiata la visualizzazione delle finestra delle app che sono in background
  • Auto backup: l’app Photos permette di fare un backup delle proprie foto su Google+ (non funziona se si utilizza un proxy http…)
  • Google Keep: app integrata per gestire delle note da scrivere al volo
  • Google cast: più integrato di prima con la Chromecast
  • Funzione torcia: Integrata nel menù, vediamo quanto consuma in più
  • Sfondo bianco non modificabile: pessima scelta! Prima di tutto è una copia dell’idea di Apple sull’IPhone (non è che tutte le cose di Apple siano ottime……); c’è un significativo aumento del consumo della batteria. E’ vero che Google ha previsto una nuova funzione per il risparmio energetico ma comunque esteticamente non mi piace.

Il sale della terra

Il sale della terra

Il sale della terra

Magnificamente ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado, Il sale della terra è un documentario monumentale, che traccia l’itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell’artista, Il sale della terra è un’esperienza estetica esemplare e potente, un’opera sullo splendore del mondo e sull’irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Alternando la storia personale di Salgado con le riflessioni sul suo mestiere di fotografo, il documentario ha un respiro malickiano, intimo e cosmico insieme, è un oggetto fuori formato, una preghiera che dialoga con la carne, la natura e Dio.

Giudizio: Bello, da vedere

Lo consiglio sicuramente a tutti gli appassionati di fotografia e di viaggi.

Interstellar

Interstellar

Interstellar

Una piaga sta uccidendo i raccolti della Terra, da diversi decenni l’umanità è in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori per supplire a queste esigenze. La scienza è ormai dimenticata e anche ai bambini viene insegnato che l’uomo non è mai andato sulla Luna, si trattava solo di propaganda. L’ex astronauta Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all’intuito della figlia che la NASA è ancora attiva in gran segreto, che il pianeta Terra non si salverà, che è comparso un warmhole vicino Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve andare lì a cercare l’esito di tre diverse missioni partite anni fa. Forse una di quelle tre ha scoperto un pianeta buono per trasferire la razza umana e in quel caso è già pronto un piano di evacuazione. Andare e tornare è l’unica maniera che Cooper ha di dare un futuro ai propri figli.

Giudizio: Passabile, troppo lungo, molto fantascientifico

L’ho visto all’IMAX di Amsterdam Arena in inglese. Il film è lunghissimo e come sempre diventano poi dei polpettoni. Pura fantascienza anche se hanno utilizzato un po’ di vera scienza. Matt Damon fà una parte di 15 minuti veramente scarsi, Matthew McConaughey non si capisce quando parla in inglese, troppo amaricano.

Miglio Verde

Miglio Verde

Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come “Il Miglio verde”, i detenuti come lo psicopatico “Billy the Kid” Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l’enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?

Giudizio: Bello, da leggere, ancora meglio del film ovviamente.

Il fuoco della vendetta

Il fuoco della vendetta

Il fuoco della vendetta

Russel Baze è un uomo tutto d’un pezzo, lavora onestamente in un’acciaieria, ama la fidanzata Lena ed è legatissimo ai suoi famigliari: il padre malato terminale, lo zio Red e soprattutto il fratello minore Rodney che, al contrario di Russell, è un’anima persa, un eterno disoccupato reduce dall’Iraq e animato da un desiderio di morte che lo porta a cercare continuamente lo scontro, a cominciare dai match clandestini di boxe a mani nude che combatte per raggranellare un po’ di denaro. I due fratelli sono chiamati ad un destino che appare segnato fin dalle prime scene, anche perché Out of the Furnace è una storia interamente character driven, cioè pilotata dalle caratteristiche psicologiche fondanti dei suoi personaggi. E i destini dei fratelli Baze si riveleranno strettamente legati l’uno all’altro.

Giudizio: bello, da vedere, drammatico, violento ma illustra bene la cultura americana.

Alabama Monroe – Una storia d’amore

Alabama Monroe - Una storia d'amore

Alabama Monroe – Una storia d’amore

Elise è una tatuatrice che ha inciso sul corpo la propria storia, cancellando via via i nomi degli uomini che ha amato per coprirli con nuovi tatuaggi. Didier è un cantante di musica bluegrass che suona il banjo in un gruppetto belga innamorato del mito dell’America rurale. Quando si incontrano, è amore a prima vista e il riconoscersi reciproco di due outsider nel Belgio conformista e ordinato. Ad unirli indissolubilmente, oltre all’attrazione profonda, è l’amore per la musica. E per la prima volta nella loro vita Elise e Didier, che si credevano destinati alla precarietà dei sentimenti, decidono di impegnarsi fino in fondo, mettendo al mondo la figlia Maybelle. Ma anche il più eterno dei vincoli può essere reversibile, e i due innamorati lo scopriranno a proprie spese.

Giudizio: bello, passabile, drammatico ma con un finale tragico ma scontato

L’ ombra del sicomoro di John Grisham

l'ombra del sicomoro

l’ombra del sicomoro

Clanton, Ford County, 1988. Seth Hubbard è un uomo molto ricco che sta morendo di cancro ai polmoni. Non si fida di nessuno ed è molto attento alla sua vita privata e ai suoi segreti. Ha due ex mogli, due figli con cui non ha rapporti e un fratello sparito nel nulla da moltissimi anni. Il giorno prima di impiccarsi a un sicomoro, Seth scrive di suo pugno un nuovo testamento nel quale esclude la sua famiglia dall’eredità e lascia tutto ciò che possiede a Lettie, l’ignara domestica di colore che lo ha assistito prima e durante la malattia. Spedisce il testamento all’avvocato Jake Brigance, che si ritrova per le mani un caso davvero scottante. Molte sono infatti le domande cui lui ora deve dare una risposta: perché Seth ha lasciato le sue ingenti fortune alla sua donna di servizio? Forse le cure per il cancro hanno offuscato la sua mente? E tutto questo cosa ha a che fare con quel pezzo di terra un tempo noto come Sycamore Row? Ha così inizio una drammatica controversia tra coloro che si considerano i legittimi eredi, Lettie e un’intera comunità segnata da pregiudizi e tensioni mai sopite. Con “L’ombra del sicomoro” John Grisham ritorna venticinque anni dopo all’ambientazione e alle atmosfere del suo primo romanzo, “Il momento di uccidere”, considerato ormai un classico, di cui questo nuovo legal thriller è il seguito, e al suo battagliero protagonista, l’avvocato Jake Brigance, di nuovo, alle prese con una vicenda caratterizzata da discriminazione razziale, ingiustizia, avidità.

Giudizio: molto lungo, un po’ lento e non ci sono particolari colpi di scena, spiega molto bene come funziona in America un processo.