Author Archives: Marco Ratto

Lo Stato contro Fritz Bauer

Lo Stato contro Fritz Bauer

Lo Stato contro Fritz Bauer

Germania 1957. Il procuratore generale Fritz Bauer scopre che Adolf Eichmann, un ex tenente colonnello delle SS che si è reso responsabile della deportazione di massa degli ebrei, si nasconde a Buenos Aires. Bauer, ebreo, sin dal suo ritorno dall’esilio in Danimarca sta cercando di portare in tribunale gli autori dei crimini di guerra perpetrati durante il Terzo Reich. Un’impresa che si sta rivelando impossibile di fronte a uno Stato che è fermamente determinato a censurare il suo terribile passato. Diffidando del sistema giudiziario tedesco, Bauer contatta il Mossad, il servizio segreto israeliano, commettendo così il reato di alto tradimento.

Giudizio: interessante per chi è appassionato di storia, non è troppo lungo e non è noioso.

Il condominio dei cuori infranti di Samuel Benchetrit

Poster Il condominio dei cuori infranti

Poster Il condominio dei cuori infranti

Su un immobile grigio delle banlieue parigine precipita John Mckenzie, un astronauta americano finito fuori rotta. Raccolto sul tetto da madame Hamida, una donna marocchina che lo ama come un figlio, Mckenzie attende che la NASA lo riconduca a casa. Qualche piano sotto Charly, adolescente che vive con una madre assente, soccorre la nuova vicina, Jeanne Meyer, attrice degli anni Ottanta caduta dal piedistallo e chiusa fuori dalla porta. Al primo piano crolla a terra Sternkowtiz dopo cento chilometri di cyclette e una disastrosa riunione condominiale. Tre cadute che troveranno nell’altro una ragione: John infilerà la via di casa a colpi di affetto e di cuscus, Sternkowtiz scoprirà l’amore con un’infermiera lunare, Charly supplirà la madre con Jeanne e Jeanne comprenderà la bellezza degli anni negli occhi di Charly.
Giudizio: interessante, si può vedere, parecchio strano. La storia è tutta intorno ad alcuni personaggi che nella vita sono soli e tristi.
C’è Hamid che ha il figlio in galera ed accoglie in casa sua un astronauta americano atterrato per caso sul palazzo.
C’è Jeanne Meyer, una attrice degli anni ’80 in decadenza che viene aiutata da Charly, figlio della vicina di casa che vive praticamente da solo in quanto la madre è sempre assente.
C’è Sternkowtiz che rifiuta di pagare l’ascensore perchè sta al primo piano ma dopo 100km sulla ciclette finisce sulla sedia a rotelle e deve uscire la notte senza farsi vedere dai vicini. Poi conoscerà Charly, l’infermiera di notte di un ospedale vicino in cui Sternkowtiz va a prendere da mangiare alla macchinette e si innamoreranno.

Suffragette di Sarah Gavro

Suffragette

Suffragette

Londra, 1912. Maud Watts è una giovane donna occupata nella lavanderia industriale di Mr. Taylor, un uomo senza scrupoli che abusa quotidianamente delle sue operaie. Alcune di loro combattono da anni a fianco di Emmeline Pankhurst, fondatrice carismatica e ricercata della Women’s Social and Political Union. Solidali e militanti, le suffragette combattono per i loro diritti e per il loro diritto al voto. Ignorate dai giornali, che temono gli strali della censura governativa, e dai politici, che le ritengono instabili e inette fuori dai confini concessi, decidono unite di passare alle maniere forti. Pietre contro le vetrine, boicottaggio delle linee telegrafiche, bombe in edifici rappresentativi (ma vuoti), scioperi della fame, tutto è lecito per avanzare la causa. Mite e appartata, Maud diventa presto una militante appassionata e decisa a vendicare le violenze in fabbrica e a riscattare una vita che la costringe alle dipendenze degli uomini. Arrestata più volte, perde il lavoro e viene ‘ripudiata’ dal marito che la caccia di casa e adotta a una famiglia borghese il loro bambino. Rimasta sola trova ragione e forza nella lotta politica, attirando con le sue sorelle l’attenzione del mondo che adesso dovrà starle a sentire.

Giudizio: bello, da vedere. Un film che racconta avvenimenti dell’ultimo secolo. Impressionante gli anni in cui è stato dato il diritto del voto alle donne. Andate a vedere si Suffragio_femminile per farvi un’idea.

Trainspotting di Irvine Welsh

Trainspotting

Trainspotting

Un pugno di ragazzi a Edimburgo e dintorni: il sesso, lo sballo, la rabbia, il vuoto delle giornate. Sono i dannati di un modernissimo inferno “chimico”, con la loro vita sfilacciata e senza scampo. Alla ricerca di un riscatto, di un senso da dare alla propria esistenza – che non sia il vicolo cieco fatto di casa, famiglia e impiego ordinario – trovano nella droga e nella violenza l’unica risposta possibile. Sboccato, indiavolato, travolgente: l’esordio di un talento letterario, il romanzo shock che ha fatto epoca e dato voce a una nuova generazione.

Giudizio: passabile. Per una volta devo dire che il film è mille volte più bello del libro.

Frasi:

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina? – Mark

Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai. – Mark

Sharazad Ristorante Persiano

Sharazad Ristorante Persiano
Via Mercanti, 3
Turin
011 561 2455
ristorantepersianosharazad.it

Provato Sabato 13 Febbraio 2016 per cena
Era da un po’ di tempo che non andavamo in questo locale.
Abbiamo preso:
  • Frittata con datteri: veramente buono, ho provato a rifarla a casa ed è venuta uguale
  • pollo con riso:
  • kebab con riso egiziano:
  • baklava
  • budino di riso
  • Birra moretti
Il tutto per 35 Euro.
Giudizio: buono, vogliamo ritornarci.

Il Club

Il Club

Il Club

C’è una casa a La Boca dell’inferno e sulla costa cilena, dove vivono una suora e quattro preti sconsacrati. Perché ciascuno a suo modo ha profanato la sacralità della vita. La vita degli altri, dei bambini che hanno abusato, di quelli che hanno venduto, degli uomini e le donne che hanno tradito e di Sandokan, un infelice senza tetto e senza amore che accompagna gli spostamenti di padre Lazcano, prete pedofilo appena arrivato a destinazione. Traslocato a La Boca, Lazcano ha violato Sandokan da bambino, che adesso come un tarlo lo consuma dentro e lo aspetta fuori dalla porta. Sfinito dalla sua colpa, l’aguzzino si spara sotto gli occhi della vittima, avviando l’indagine di padre Garcia, gesuita e psicologo deciso a fare chiarezza sul suicidio e a interrompere presto il loro buen retiro.

Giudizio: molto forte, la chiesa non ci va una bella figura con questo film

Dual Ristorante Pizzeria

Dual Ristorante Pizzeria  
Via Cesare Battisti, 17/d
10123 Torino
Phone: 0118802647

Provato il 14 Febbraio 2016 per pranzo
Il locale è composto da una enorme sala quadrata, d’estate mettono qualche tavolo direttamente sulla piazza.
Il servizio è stato molto veloce e preciso, senza alcun problema.
Abbiamo preso:
Pizza margherita di bufala “alla romana”: si può scegliere “alla romana” o “alla napoletana”, ottima
Spaghetti alle vongole: buoni, spaghetti forse un po’ troppo al dente ma molto buoni
Torta sacher: buona, forse un po’ troppa marmellata ma il cioccolato è perfetto
Caffè
Acqua

Giudizio: buono, da provare di nuovo prendendo un hamburger che sembravano molto belli.

Quello che non uccide. Millennium. Vol. 4 di David Lagercrantz

Quello che non uccide. Millennium. Vol. 4 di David Lagercrantz

Quello che non uccide. Millennium. Vol. 4 di David Lagercrantz

Da qualche tempo “Millennium” non naviga in buone acque e Mikael Blomkvist, il giornalista duro e puro a capo della celebre rivista d’inchiesta, non sembra più godere della popolarità di una volta. Sono in molti a spingere per un cambio di gestione e lo stesso Mikael comincia a chiedersi se la sua visione del giornalismo, per quanto bella e giusta, possa ancora funzionare. Mai come ora, avrebbe bisogno di uno scoop capace di risollevare le sorti del giornale insieme all’immagine – e al morale – del suo direttore responsabile. In una notte di bufera autunnale, una telefonata inattesa sembra finalmente promettere qualche rivelazione succosa. Frans Balder, un’autorità mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale, genio dell’informatica capace di far somigliare i computer a degli esseri umani, chiede di vederlo subito. Un invito che Mikael Blomkvist non può ignorare, tanto più che Balder è in contatto con una super hacker che gli sta molto a cuore. Lisbeth Salander, la ragazza col tatuaggio della quale da troppo tempo non ha più notizie, torna così a incrociare la sua strada, guidandolo in una nuova caccia ai cattivi che punta al cuore stesso dell’Nsa, il servizio segreto americano che si occupa della sicurezza nazionale. Ma è un bambino incapace di parlare eppure incredibilmente dotato per i numeri e il disegno a custodire dentro di sé l’elemento decisivo per mettere insieme tutti i pezzi di quella storia esplosiva che Millennium sta aspettando.

Giudizio: Passabile, leggetelo solo se siete degli appassionati di informatica e di sicurezza informatica (Blackphone, RSA, Curve Ellittiche, ecc.) altrimenti è una noia mortale.

Il figlio di Saul

Il figlio di Saul

Il figlio di Saul

Ottobre 1944. Saul Ausländer è un ebreo ungherese deportato ad Auschwitz-Birkenau. Reclutato come sonderkommando, Saul è costretto ad assistere allo sterminio della sua gente che ‘accompagna’ nell’ultimo viaggio. Isolati dal resto del campo i sonderkommando sono assoldati per rimuovere i corpi dalle camere a gas e poi cremarli. Testimoni dell’orrore e decisi a sopravvivervi, il gruppo si prepara alla rivolta prima che una nuova lista di sonderkommando venga stilata condannandoli a morte. Perduto ai suoi pensieri e ai compagni che lo circondano, Saul riconosce nel cadavere di un ragazzino suo figlio. La sua missione adesso è quella di dare una degna sepoltura al suo ragazzo. Alla ricerca della pace e di un rabbino che reciti il Kaddish, Saul farà la sua rivoluzione.

Giudizio: bello, da vedere, drammatico, un po’ difficile da seguire in quanto le riprese sono fatte tutte con steadycam ed è recitato in tedesco/ungherese/ebraico con sottotitoli in italiano.

Il ponte delle spie

il ponte delle spie

il ponte delle spie

Brooklyn, 1957. Rudolf Abel, pittore di ritratti e di paesaggi, viene arrestato con l’accusa di essere una spia sovietica. La democrazia impone che venga processato, nonostante il regime di guerra fredda ne faccia un nemico certo e terribile. Dovrà essere una processo breve, per ribadire i principi costituzionali americani, e la scelta dell’avvocato cade su James B. Donovan, che fino a quel momento si è occupato di assicurazioni. Mentre Donovan prende sul serio la difesa di Abel, attirandosi l’incomprensione se non il disprezzo di sua moglie, del giudice e dell’opinione pubblica intera, un aereo spia americano viene abbattuto dai sovietici e il tenente Francis Gary Powers viene fatto prigioniero in Russia. Si profila la possibilità di uno scambio e la CIA incarica Donovan stesso di gestire il delicatissimo negoziato.

Giudizio: bello ma l’ho trovato un po’ lungo (2 ore e 20 minuti), un po’ lento, Tom Hanks invecchiando sta diventando un attore un po’ noioso.

Battute:

“Servirebbe ?” – La spia russa Abel risponde all’avvocato Donovan alle sue domande in questo modo.