Author Archives: Marco Ratto

Libera uscita

Libera Uscita

Libera Uscita

Questa la trama tratta da My Movies:

Rick ha quarant’anni, una moglie, tre bambini e un amico con cui condivide la passione per le donne e la frustrazione di non poterle possedere (tutte). Immaturi e ossessionati dal sesso, consumano le loro esistenze tra i pannolini da cambiare e un gruppo di amici altrettanto infantili, che scommettono ipotetiche somme su immaginarie conigliette e miss maglietta bagnata. Esasperate dai loro atteggiamenti al limite del demenziale e del buongusto, le rispettive consorti decidono di concedere a Rick e Fred una vacanza dal matrimonio e dalle responsabilità, convinte in cuor loro di mettere fine una volta per tutte al loro indecente delirare. Ma la libera uscita, lunga sette giorni e sette notti, non darà ai degenerati coniugi i risultati sperati, appagandone il cuore prima che i genitali.

Giudizio: Mediocre / si può perdere

Il film è una commedia brillante un po’ troppo patetica e a volte volgare.

Il film è stato vietato ai minori di 14 anni in quanto ci sono alcune scene di nudo (maschile! non femminile….).

Hotel Biagi a Lido di Camaiore

Passati 4 giorni/3 notti nell’Hotel Biagi a Lido di Camaiore dal 2 Giugno 2011 al 5 Giugno 2011.
Da prenotazione mi avevano dato la camera 28 posta al terzo piano.
La camera è fatiscente. Il lavandino è nella stanza da letto vicino al balcone, il bagno non ha il bidet e la doccia non ha il piatto doccia, si utilizza direttamente il pavimento.
Ho richiesto all’albergatore di avere una stanza “normale” con un bagno “normale” e mi hanno dato la stanza 26 sempre al terzo piano.
Questa ha una camera da letto spaziosa e decente ma il bagno sempre vecchio di almeno 50 anni. La doccia è piccolissima e dal tubo della doccia esce pochissima acqua.
Parcheggio: Non ne ha e non ne ha di convenzionati, tenete presente che tutta la zona è zona blu dalle 8 a.m. sino alle 2 a.m (18 ore): un vero salasso!
Parliamo del ristorante. La colazione è scarsa, il caffè fà schifo, c’è poca scelta tra yougurt, corn flakes, croissants un po’ bruciacchiati, pane fresco, torte confezionate, marmellata confezionata, cioccolata da spalmare confezionata.
Il Bar fà anche un caffè schifoso: credo che la macchina del caffè sia degli anni ’50.
Il pranzo e la cena servono piatti discreti ma che hanno poco della cucina toscana.
Il servizio della cameriera è ottimo, molto gentile, sempre disponibile e molto attenta ai clienti.
Il prezzo pensione completa per camera è di 140 Euro (70 euro per persona per notte).
Troppi per una pensione che si è riclassificata hotel a tre stelle; unica variazione fatta è stata quella di mettere delle porte delle camere nuove.

Avviso a tutti gli albergatori:
Prima di chiedere soldi ai turisti rendeteVi conto se il Vostro Hotel li vale veramente quei soldi o state facendo una rapina!!!

“La Granda” In mezzo al pane SlowFastfood

Poco prima di M** Bun ha aperto il 19 Marzo un altro Slow Fast Food “La Granda” in pieno centro in Piazza Solferino 16/A.

Giudizio: da provare assolutamente

Provato il 28 Maggio 2011 con il seguentè menù:

  • Il Tropeagiotto (ottimo, più piccolo di quello di M** Bun, il pane è di Delper)
  • Patatine Fritte (tagliate a fiammifero e non a rondella come quelle di M** Bun, un po’ più unte di olio e e meno croccanti)
  • Birra blanche Isaac Baladin (eccellente!)

Per un totale di 9.50 Euro

Habemus Papam

Habemus Papam

Habemus Papam

“Habemus Papam” di Nanni Moretti

Questa la trama tratta da MyMovies.it:

I cardinali riuniti in Conclave nella Cappella Sistina procedono all’elezione del nuovo Papa. Smentendo tutti i pronostici viene nominato il cardinale Melville il quale accetta con titubanza l’elezione ma, al momento di presentarsi alla folla dal balcone centrale della basilica di San Pietro, si ritrae. Lo sgomento assale i cristiani in attesa ma, ancor più, i cardinali che debbono cercare di porre rimedio a questo evento mai verificatosi sotto questa forma. Si decide, pur con tutte le perplessità imposte dalla dottrina, di far accedere ai palazzi apostolici lo psicoanalista più bravo per tentare di far emergere le cause che hanno spinto l’alto prelato al diniego e favorirne un ripensamento. Lo psicoanalista fa però un riferimento alla moglie come la terapeuta più brava (dopo di lui). Il portavoce della Santa Sede decide allora di far uscire il Papa dalle Mura vaticane per avere anche un altro intervento che risolva la questione. Che invece si complica perché il Papa, approfittando di un momento di distrazione, scompare per le vie di Roma.

Giudizio: si può vedere

E’ la prima volta che vado a vedere un film di Nanni Moretti al cinema, non è male, molto bella l’interpretazione dell’attore Michel Piccoli che fà la parte del neo Papa eletto. A mio giudizio, bello ma non è da premio a Cannes.

 

M** Bun – Slow Fast Food

Dal 19 Aprile ha aperto  M** Bun a Torino in pieno centro in Corso Siccardi 8/a, angolo di Via cernaia (dove una volta c’era la gelateria Copa Rica).

L’idea è molto semplice:

  • prodotti sani e gustosi
  • ingredienti del territorio con filiera corta
  • materiali riciclabili o completamente biodegradabili
  • rispetto per le persone e per l’ambiente
  • rispetto perfino dei tuoi ritmi

Il locale è molto simile ai più famosi Fast Food ma subito ci si accorge delle differenze: il menù è scritto in piemontese (ma di facile comprensione a tutti!), si fà l’ordinazione alla casse e viene consegnato una specie di telecomando che suona e vibra quando la cucina ha preparato il tutto (mediamente bastano 5 minuti di attesa).

Giudizio: da provare assolutamente, consiglio: non andare però dopo le 20:30 di Sabato che si fà parecchia coda

Provato il 21 Maggio 2011 con il seguente menù:

  • Tris di carne cruda: Piemunteisa (con olio e limone), Franseisa (con olio, limone, senape, capperi e acciughe), Mediterranea (con olio, pomodorini, olive e peperoncino)
  • Panino M**Bun (amburgher 100% carne di fassone + insalata + pomodoro + salsa a scelta tra maionese, ketchup e salsa piccante)
  • Patatine fritte (patate freshe, non surgelate tagliate a rondolle e fritte)
  • Birra M** Bun Biunda

Per un totale di 17 Euro.

 

Appunti di un venditore di donne

Appunti di un venditore di donne

Appunti di un venditore di donne

“Appunti di un venditore di donne” di Girgio Faletti

Questa la trama tratta da ibs.it:

1978: a Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la “Milano da bere” degli anni Ottanta, non conosce soste. Si moltiplicano i locali in cui la società opulenta, che nella bella stagione si trasferisce a Santa Margherita e Paraggi, trova il modo di sperperare la propria ricchezza. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine che fa i suoi affari un uomo enigmatico, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno “sgarbo”. Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. Fino alla comparsa di Carla che risveglierà in Bravo sensazioni che l’handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l’inizio di una nuova vita bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un’organizzazione terroristica. Un noir fosco su uno dei momenti più drammatici del dopoguerra italiano, in una Milano che oscilla tra fermenti culturali e bassezze morali.

Giudizio: da leggere/bello

Anche in questo libro Giorgio Faletti riesce a stupire cambiando totalmente impostazione e genere rispetto ai precedenti libri.

Per tutta la prima metà del libro non si capisce bene dove vuole andare a parare, poi tra la metà e i 3/4 del libro ci sono una serie di colpi di scena che rendono la storia molto intrigante. L’ultima parte del libro diventa molto scorrevole e veloce da leggere in cui si capisce tutta la storia.

Source Code

Source Code

Source Code

“Source Code” di Duncan Jones

Questa la trama tratta da MyMovies.it:

Il capitano Colter Stevens, pilota di elicotteri e veterano della guerra in Afghanistan, si risveglia su un treno di pendolari senza avere la minima idea di dove si trovi. Di fronte a lui Christina, una bella ragazza che lo conosce ma che lui non riconosce affatto. In tasca (e nello specchio) l’identità di un giovane insegnante di nome Sean Fentress. Poi l’esplosione, che squarcia il convoglio. Ma Colter non è morto, da un monitor un ufficiale donna lo informa che dovrà tornare sul treno per identificare l’attentatore e prevenire un successivo, più micidiale attacco. Ogni volta che farà ritorno sul treno avrà solo 8 minuti a disposizione. Di più non gli è dato sapere, la missione è top-secret, il suo nome: “Source Code”.

Giudizio: Incomprensibile/si può perdere

La trama è un po’ complicata e per chi non è appassionato di fantascienza è meglio che lasci stare.

Il film finisce e lascia parecchi dubbi.

Cappuccetto Rosso Sangue

Cappuccetto Rosso Sangue

Cappuccetto Rosso Sangue

Questa la trama tratta da MyMovies.it:

In un piccolo villaggio ai bordi della foresta, gli abitanti vivono con terrore le notti di luna piena per la presenza di un lupo mannaro. La giovane Valerie è cresciuta in questo clima cupo e segnato dal destino, ma ha anche altri problemi: sin dall’infanzia, è innamorata di Peter, ma i suoi genitori vogliono farle sposare il ricco Henry. Peter e Valerie decidono di fuggire insieme, ma il villaggio è sconvolto da una nuova uccisione causata dal licantropo: la sorella maggiore di Valerie. Il lupo mannaro ha violato una sorta di tregua con i popolani, nonostante questi l’abbiano rispettata offrendogli in sacrificio degli animali. È giunto quindi il momento della vendetta: c’è chi chiama Padre Solomon, specialista in uccisione di licantropi, e chi vuole fare da sé, senza attenderne l’arrivo. Valerie è preoccupata: tra quelli che partono per la caccia c’è anche Peter. La nonna, che vive in una solitaria casa nella foresta, la conforta e le regala un mantello rosso, con cappuccio. La caccia produce l’uccisione di un grosso lupo, ma quando Solomon arriva, avvisa tutti che quello non è un licantropo. Il licantropo, avverte, non è morto ed è ancora più pericoloso. Inoltre, si nasconde tra loro, nella sua forma umana.

Giudizio: mediocre / si può perdere

Il film riprende la favola di Cappuccetto Rosso in chiave Twilight. Film che piace molto alle adolescenti di oggi.


The Next Three Days

The Next Three Days

The Next Three Days

“The Next Three Days” di Paul Haggis

Questa la trama tratta da mymovies.it:

John Brennan, la moglie Lara e il loro piccolo Luke fanno colazione con amore e con gioia, quando la polizia irrompe con un mandato d’arresto per omicidio a carico della donna. Per tre anni, il marito le fa visita quotidianamente, certo che sia tutto un abbaglio, che la giustizia le ridarà la sua casa e la sua vita. Persino più certo della moglie, che lei quell’atto non l’abbia commesso, che non avrebbe mai potuto. Quando anche l’ultimo appello viene respinto e Lara tenta il sucidio, John, tranquillo insegnante di letteratura e padre di famiglia, decide che se non sarà la legge a fare uscire sua moglie di prigione, sarà lui.
È così che Russel Crowe impegna la sua beautiful mind per trovare il modo di far evadere Lara dal carcere di massima sicurezza di Pittsburg. Sa che per farlo dovrà insozzarsi le mani, scendere nei bassifondi, usare la violenza.

Giudizio: si può vedere/bello

E’ un po’ inverosimile in quanto ci sono molte casualità che li aiutano a fuggire.

Russell Crowe è ingrassato molto e lo si vede un po’ goffo nei movimenti.