Author Archives: Marco Ratto

La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson

La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson

La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson

“La ragazza che giocava con il fuoco” di Stieg Larsson

Questa la trama tratta da ibs.it:

Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell’Est. L’inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all’uomo: l’attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, “così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile”, ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un’indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, “la donna che odia gli uomini che odiano le donne”. È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all’intrigo diabolico unisce un’acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.

Giudizio: bello, da leggere

Sino alla fine del libro ci sono molte novità e se nel primo Lisbeth è un personaggio secondario in questo diventa principale. Tassativo leggere i libri nell’ordine.

La ragazza che giocava con il fuoco
Autore Larsson Stieg

Steakhouse “T-Bone Station”

T-Bone Station
Via Cernaia 3
Torino
Tel. 011 56 28 113

Provato Sabato 5 Novembre 2011

Il locale è molto bello, ampio, spazioso, ottimo per chi va a mangiare con una grande comitiva. Prima di questo locale c’era una pizzeria che aveva chiuso qualche anno fa’.

Appena si entra, si vede da una teca di vetro la enorme brace e i “pezzi” di carne da cuocere (non è per vegetariani!!!).

Per chi ha già viaggiato all’estero, il menù è come una classica Steakhouse americana, inglese, ecc.

Carne, carne, carne e ancora carne………….

Fanno anche gli hamburger e gli hotdog e  hanno anche qualche piatto Tex Mex (peccato che su 6 piatti, 3 sono per min. due persone!)

Il personale è molto giovane, efficiente ma un po’ apprensivo: vengono ogni 5 minuti a chiederti per ordinare, se vuoi spiegazioni e non conoscono ancora bene tutto il menù a memoria (il locale ha aperto da poche settimane).

Per cena abbiamo preso:

  • Anelli di cipolla fritta: Ottimi!
  • T-Bone Steak (300 gr.): Ottima ma come cottura invece che “Medium” era abbastanza al sangue ad un prezzo nella media (15.5 Euro).
  • Tartare di fassone: Buona peccato che viene portata già preparata dal cuoco invece che preparata direttamente al tavolo e troppo cara (19.80 Euro!)
  • Niente dolce, solo caffè

Le porzioni sono ABBONDANTI e quasi tutte con contorno incluso a scelta (insalata mista, cavolo rosso, patate fritte, patate jacked, ecc.).

Il tutto per 52.50 Euro per due persone.

Non è poco ma è in linea con i prezzi che si spendono in una Steakhouse in America o all’estero.

Giudizio: buono, da riprovare

 

Drive di Nicolas Winding Refn

Drive di Nicolas Winding Refn

Drive di Nicolas Winding Refn

Drive di Nicolas Winding Refn.

Questa la trama tratta da MyMovies.it:

Driver (non ha un nome) ha più di un lavoro. È un esperto meccanico in una piccola officina. Fa lo stuntmen per riprese automobilistiche e accompagna rapinatori sul luogo del delitto garantendo loro una fuga a tempo di record. Ora Driver avrebbe anche una nuova opportunità : correre in circuiti professionistici. Ma le cose vanno diversamente. Driver conosce e si innamora di Irene, una vicina di casa, e diventa amico di suo figlio Benicio. Irene però è sposata e quando il marito, Standard, esce dal carcere la situazione precipita. Perché Standard ha dei debiti con dei criminali i quali minacciano la sua famiglia. Driver decide allora di fargli da autista per il colpo che dovrebbe sistemare la situazione. Le cose però non vanno come previsto.

Giudizio: bello, da non perdere

Ryan Gosling parla pochissimo in tutto il film ma è veramente cattivo!

Daiichi – Ristorante giapponese e thailandese

Provato il 15 Ottobre 2011.

Per cena abbiamo preso degli ottimi coni di Temaki (California e Fantasy) e un misto “Sushi e Sashimi”.
Il prezzo è un po’ alto ma il cibo non è male. Il locale è sempre stracolmo di clienti ed è parecchio rumoroso; è “alla moda” e sembra che ci vadano anche a mangiare i giocatori della Juventus e del Torino in settimana.

Preparatevi a pagare almeno 60 Euro per una cena in due persone.

Daiichi
Via IV Marzo 5, Torino
tel: 011.4368472
Orari:
Pranzo: 12.30 – 14.30
Cena: 19.30 – 24.00
Chiuso Sabato a pranzo e Domenica
Take-away
tel: 011.4368472

Paris Las Vegas Hotel & Casino

Paris Las Vegas Hotel & Casino

Paris Las Vegas Hotel & Casino

Stayed here 2 nights (17th,18th of August 2011)
Room: 2881 (Red luxury)
The parking (FREE) with the Wallet and the check-in are very fast (10 minutes, no more)
The room is big, enormous, cleaned.
The bathroom is all with marble.

The bed is a king size with a big LCD TV of 50 inch.
The posision is in the middle of the strip, in front of the Bellagio Hotel, very good for going everywhere.
The atmosphere is beatiful and when outside it is very hot, you can stay inside: there are a lot of shops, restaurant, bar, casino and it is directly connected to the Bally’s.

The Wifi is not free.
I payed less then 90 Euro per night, included the breakfast (9 USD per person) to the Nosh bar at Bally’s casino.
I recommend this hotel.

Red Room Luxury

Red Room Luxury

Vacanze Estate 2011: Tour degli USA costa Ovest – terzo giorno

Sveglia alle 8, colazione, valigie e si parte per……….Las Vegas!!!

Uscire da Los Angeles è stato abbastanza semplice, il navigatore Sygic fà il suo sporco lavoro e ci porta sulla interstatale. Il viaggio è lungo: 5 ore rispettando tutti i limiti di velocità (non ho voglia di prendere multe o di essere fermato dalla polizia).

Arriviamo verso le 13 a Las Vegas, destinazione Paris Las Vegas Hotel & Casino

Dove c’è l’Arco di Trionfo ci sono i Wallet a cui si lascia la macchina. Prendiamo le nostre valigie e ci dirigiamo nella Hall. Ci mettiamo 5 minuti di orologio a fare il check-in e siamo in camera: stanza 2881. La stanza è del tipo “Red Luxury” ed è bellissima, enorme.

Il tempo di rinfrescarci un attimo e decidiamo di uscire subito a mangiare un boccone all’interno del casino e poi in giro per la strip a fare shopping!!!

Prima cosa che scopriamo è il caldo: 38 gradi alle 14 sono massacranti ed entrare ed uscire in continuo dagli hotel con l’aria condizionata non è il massimo.

Torniamo verso le 19 in camera e ci prepariamo per la cena: siamo stanchi e allora decidiamo di andare a mangiare al ristorante “Mon Ami Gabi”. Ci sediamo dentro e ci danno un posto fantastico: di fronte al Bellagio dove fanno il gioco delle fontane.

Il mangiare è ottimo (peccato per il sapore di aglio sulla mia carne) e la vista è stupenda. Bellissima serata che prosegue andando ancora a passeggio per la strip, dobbiamo vedere ancora molte cose…

 

Pizzeria “Il padellino”

Questa pizzeria si trova in Corso Vinzaglio, 21 a Torino.

Provato il 22 Ottobre 2011.
Abbiamo mangiato una pizza al tegamino e una tagliata di carne argentina.
La pizza margherita non è eccezionale (poco pomodoro con tantissima mozzarella che sembra più una fonduta!), la carne era sottile, troppo cotta e una porzione piccola.
Il locale è semplice e i prezzi sono abbastanza contenuti (ci mancherebbe; questo locale è lontano da tutto!)
Il servizio è iniziato male con una cameriera molto antipatica che voleva a tutti i costi metterci in un tavolo in mezzo al passaggio dei camerieri e del bagno.
Io ho fatto dell’obbiezioni chiedendo un altro posto, ma la cameriera in modo scontrosa mi dice che non c’erano altri posti.

Erano le 22:30 ed entrando avevo visto che c’erano almeno una decina di tavoli liberi.

Allora decido di andarmene ma arriva un altro cameriere molto più gentile e ci dà un posto decente non più nel passaggio.

Cibo: scadente

Servizio: scadente

Locale: carino

Giudizio: scadente, da evitare
Ci sono molti altri locali specializzati nella pizza al tegamino (zona Via Madama Cristina) che la fanno molto più buona.

“La pelle che abito” di Pedro Almodóvar.

La pelle che abito di Pedro Almodovar

La pelle che abito di Pedro Almodovar

“La pelle che abito” di Pedro Almodóvar.

Questa la trama tratta da MyMovies.it:

Il chirurgo estetico Robert Ledgard ha perso la moglie in un incidente d’auto che l’ha completamente carbonizzata. Da allora, ha messo tutto il suo impegno di scienziato per costruire una pelle sostitutiva, leggermente più resistente di quella umana e perfettamente compatibile. Perfezionata l’invenzione, Robert ha avuto bisogno di una cavia e non ha esitato a sequestrare il ragazzo che ha tentato di stuprargli la figlia, a privarlo dell’organo più esteso del suo corpo e ad obbligarlo a (soprav)vivere in un’altra pelle, che non gli appartiene.

Giudizio: bello, da non perdere

Io non sono molto appassionato dei film di Almodovar ma in questo è riuscito a farmi ricredere ed ho scoperto un Almodovar bravissimo nei film di genere “Noir”.

La trama è incredibile e solo verso la fine si scoprirà chi è Vera………..Non rivelo altro……..

Anche questa volta al cinema vanno i rompicoglioni: chi starnutisce, chi tossisce  e chi parla e mangia per tutta la proiezione del film.

Finalmente c’è stata una ragazza che la prima volta gli ha fatto un sibilo per farli smettere e alla seconda volta si è alzata ed è andata a dirgli di smettere.

Da parte mia, anche se da me queste persone erano lontane e non sentivo il loro rumore, colgo l’occasione di dirti “grazie!”


Ristorante “Luce e Gas”

Ristorante “Luce e Gas” a Torino, Via 4 Marzo, 12

Provato il 01 Ottobre 2011.
Abbiamo mangiato pizza e un secondo. La pizza non è male, la tagliata di carne di Angus (ma è veramente di Angus !?!?!?) non era male anche se la porzione era piccola.
Il servizio è veloce ed efficiente, il locale è molto bello, riprende tutto lo stile indiano con un grande Buddha nella sala centrale.
Il mangiare si potrebbe migliorare un po’.
I prezzi per la pizza sono nella media ma i secondi sono un po’ alti (intorno ai 14 Euro)
Il locale è molto grande con una sala al piano terreno ed una sotto.

Giudizio: bello, da riprovare

This Must Be the Place di Paolo Sorrentino

This must be the place di Paolo Sorrentino

This must be the place di Paolo Sorrentino

“This must be the place” di Paolo Sorrentino.

Questa la trama tratta da MyMovies.it:

Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All’età di 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo spinge a tornare a New York. Scopre così che l’uomo aveva un’ossessione: vendicarsi per un’umiliazione subita in campo di concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti.

Giudizio: bello, da vedere

Anche se la trama è un po’ lenta e non eccezionale, Sean Penn è veramente bravo e poi ci sono delle frasi veramente divertenti, del tipo:

  • “Non sto cercando me stesso. Sono in New Mexico, non in India…”
  • “Sto cercando di far mettere insieme una ragazza triste con un ragazzo triste, ma forse tristezza e tristezza non son compatibili”
  • “Mio padre sta morendo di vecchiaia… Una malattia che non esiste!”
  • “La cosa più brutta della morte è continuare a vivere!”
  • “Che genere di arma desidera?”

“Una che fa male!”
“È capitato nel posto giusto!”

  • “È un problema molto diffuso tra i giovani, la distrazione”
  • “Chiedo scusa, però l’ho fatto apposta!”
  • “Qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico…”

Per me, la più bella è questa:

  • Il problema è che passiamo troppo velocemente dall’età in cui diciamo “farò così” a quella in cui diremo “è andata così“.