Author Archives: Marco Ratto

Hotel dei tigli – Lido di Camaiore

Hotel dei tigli – Lido di Camaiore
Via Roma, 22255043 Lido di Camaiore Lucca?
0584 619616

Pernottato dal 27 al 31 Agosto 2012
Camera Superior 166, quinto piano
L’hotel è un 3 stelle ma sarebbe meglio classificarlo come una pensione a conduzione familiare.
La camera rifatta di recente ha tutti i mobili nuovi ed è spaziosa con un piccolo balconcino che da sul parcheggio e si intravvede in lontananza il mare.
Il frigorifero in camera è acceso, vuoto e molto rumoroso durante la notte consiglio di staccarlo dalla presa.
Il bagno è anch’esso nuovo ma molto sporco (peli e capelli su Water, Bidet, lavandino, doccia) e pieno di calcare: a quanto pare il personale non asciuga i vetri della doccia e neache i rubinetti, oltre che a non pulire.
La sala da pranzo/cena/colazione è abbastanza grande ma basta una famiglia italiana con bambini rumorosi (tipico…) per scappare via subito appena finito di mangiare.
La cucina è buona, molto varia e molto abbondante va molto bene per i mangioni che qui possono fare il bis tutte le volte che vogliono.
Si può mangiare tutti i giorni piatti di pesce o di carne e a volte qualche piatto tipico toscano. C’è un po’ troppo l’uso dell’aglio nei vari piatti che altera troppo i gusti dei vari piatti.
Il Dehors è ampio e molto piacevole in quanto sta in ombra sotto le piante e dall’edificio dell’Hotel, peccato che alla sera è pieno di zanzare: portatevi l’Autan!
Il parcheggio è gratis ma molto stretto e ci stanno circa 20 macchine, evitare i SUV.
Il WiFi è gratis ma funziona solo nella hall e nel dehor, non in camera.

Prezzo:
70 Euro per per persona per notte in pensione completa + 10 euro per il supplemento Superior; totale 150 Euro al giorno.
Un po’ troppo per non essere sul lungo mare di Lido di Camaiore, inoltre i servizi sono minimali tipici di una pensione e non di un hotel tre stelle.

Giudizio:

bocciato!!!

A. L’alfabetista di Pettersson Torsten

A. L'alfabetista di Pettersson Torsten

A. L’alfabetista di Pettersson Torsten

Questa la trama del libro:

Nel tranquillo parco pubblico di Forshälla, in Finlandia, qualcuno ha strangolato una donna, le ha cavato gli occhi e le ha inciso una A sulla pancia. Il detective Lindmark interroga e arresta il fidanzato della vittima, che – messo sotto pressione – confessa l’omicidio. Dopo pochi giorni, però, vengono ritrovati altri due cadaveri. Anche loro sono stati strangolati, sono nudi, senza occhi e con una lettera incisa sulla pancia: la macabra firma di un serial killer. Accanto a una delle vittime è stata ritrovata una croce: l’omicida è un fanatico religioso? Uno dei due uomini era gay: l’assassino potrebbe essere un maniaco sessuale? E ancora: il fatto che due delle vittime avessero scritto la propria biografia è un possibile indizio da seguire? Ambientato nella gelida Scandinavia, questo thriller crudele e spietato offre al lettore una prospettiva inquietante sulla natura umana, una storia che lascia senza fiato.

Giudizio: passabile, si può anche non leggere

La storia ruota intorno solo a 3 omicidi, molto lento sino al 70% del libro, c’è solo un capitolo un po’ intrigante che spiega 2 dei tre omicidi. L’assassino si scopre alla fine e non viene risolto il secondo omicidio. C’è anche una storia di trafficking (tratta di donne della Russia per la prostituzione) che non è collegata a niente….

 

Il Dittatore

Il Dittatore

Il Dittatore

Questa la trama:

Haffaz Aladeen è il dittatore di Wadiya, paese immaginario del nord Africa. Capriccioso e volubile, il generale e supremo leader partecipa (e vince) alle sue olimpiadi, recita nei suoi film, comanda un esercito di (belle) donne, le colleziona nel suo letto e dentro una polaroid, detesta le bombe spuntate e adora le armi chimiche, ha il vizio delle pene capitali, dei cartoni animati e della Wii. Antidemocratico e orgogliosamente idiota, Haffaz Aladeen è ‘invitato’ dalle Nazioni Unite a dimettersi. Risentito e ostinato a mantenere le redini del proprio paese, partirà alla volta degli Stati Uniti per rispondere davanti al mondo delle proprie (male) azioni. Ma una congiura di palazzo, cambia il corso degli eventi. Sopravvissuto e sostituito da un sosia più scemo di lui, Haffaz Aladeen vagherà per Manhattan, scoprendo i piaceri della democrazia.

Giudizio: passabile, si può aspettare di vedere in televisione

 

Margin Call

Margin Call

Margin Call

 

Trama:

Wall Street. Eric Dale, uno dei capi settore di una grossa banca di credito finanziario, viene licenziato in tronco. Ha solo pochissimo tempo per prendere i suoi effetti personali ed andarsene. Fa in tempo però a consegnare una chiavetta di computer al giovane analista Peter Sullivan dicendogli di fare attenzione. Peter, dopo che i suoi compagni di lavoro sono usciti, scopre che i dati che emergono dai file di Eric dicono che la banca, appoggiandosi su azioni virtuali, ha le ore contate. Sullivan mette in allarme le alte sfere e si convoca nella notte una riunione di emergenza. Bisogna decidere in tempi rapidissimi il da farsi o il crollo dell’Istituto sarà verticale. Le scelte da compiere dovranno fare (o non fare) i conti con l’etica.

Giudizio: passabile, non è eccezionale, mi aspettevo di meglio

 

 

http://www.mymovies.it/film/2011/margincall/

Quasi Amici

Quasi Amici

Quasi Amici

 

Questa la trama:

La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un’impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l’elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.

Giudizio: bello, da non perdere

Alcune frasi del film:

“Sai dove si trova un tetraplegico ?…. Dove lo hai lasciato.” – Driss (Omar Sy)

“Ti sei mai chiesto perchè la gente sì interessa all’arte? Perchè è l’unico segno del nostro passaggio sulla terra.” – Philippe (François Cluzet)

a vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un’impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l’elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.

I contendenti di Grisham John

I contendenti di John Grisham

I contendenti di John Grisham

Questa la trama tratta da ibs.it:

Oscar Finley e Wally Figg sono due avvocati di Chicago soci da vent’anni in un piccolo studio legale sempre sull’orlo del fallimento. Litigiosi come una vecchia coppia, cercano di rimediare clienti come possono, perlopiù offrendo la loro consulenza “su misura” in divorzi lampo o alle vittime dei frequenti incidenti d’auto all’incrocio vicino al loro ufficio. I due tirano avanti più o meno dignitosamente nella speranza di fare prima o poi il colpo grosso e di imbattersi in una causa che li renda finalmente ricchi. Il tran tran viene bruscamente stravolto il giorno in cui da loro irrompe David Zinc, giovane e rampante avvocato che fino a poche ore prima lavorava in uno dei più rinomati studi legali della città. Stanco dei ritmi massacranti e deciso a cambiare vita una volta per tutte, David non si è presentato in ufficio, si è preso una sbronza colossale e, per una serie di circostanze fortuite, è arrivato lì, chiedendo di essere assunto. Sembra decisamente un segno del destino perché proprio in quei giorni ai tre si presenta l’opportunità della vita: un caso scottante che riguarda un’importante industria farmaceutica e che può farli diventare finalmente ricchi. A quanto pare fama e soldi sono dietro l’angolo, ma è tutto troppo bello per essere vero e, quasi senza rendersene conto, Oscar, Wally e David si troveranno alle prese con un processo che rischia di stritolarli, dove sono in gioco miliardi di dollari e in cui i più agguerriti avvocati dei migliori studi legali si sfidano in una guerra all’ultimo sangue.

Giudizio: bello, da leggere

Il libro è piacevole, molto scorrevole e a volte ci sono delle parti in cui fà anche un po’ ridere.

Hunger

Hunger

Hunger

Irlanda del Nord, 1981. Il Primo Ministro Margaret Thatcher ha abolito lo statuto speciale di prigioniero politico e considera ogni carcerato paramilitare della resistenza irlandese alla stregua di un criminale comune. I detenuti appartenenti all’IRA danno perciò il via, nella prigione di Maze, allo sciopero “della coperta” e a quello dell’igiene, cui segue una dura repressione da parte delle forze dell’ordine. Il primo marzo, Bobby Sands, leader del movimento, decreta allora l’inizio di uno sciopero totale della fame, che lo condurrà alla morte, insieme a nove compagni, all’età di 27 anni.

Giudizio: bello, si può vedere, triste e drammatico


Bel Ami – Storia di un seduttore

Bel Ami - Storia di un seduttore

Bel Ami - Storia di un seduttore

Parigi, fine del Diciannovesimo secolo. Georges Duroy torna dopo aver combattuto in Algeria e non ha in tasca un franco. Incontra casualmente in un locale Charles Forestier che gli regala il denaro per comprarsi un abito decente e fare il suo ingresso in società. Georges ha così modo di conoscere la moglie di Forestier Madeleine, l’editore Rousset (interessato a far cadere il governo) e sua moglie Virginie nonché la giovane Clotilde. Grazie alla figlia ancora bambina di Rousset gli verrà dato l’appellativo di Bel Ami che tutte e tre le donne, catturate dalla sua misteriosa bellezza, utilizzeranno. Grazie a loro Georges, che è un piacevole contenitore vuoto, farà carriera calpestando però i sentimenti di ognuna.

Giudizio: piacevole, si può vedere

 

Bordo’

Bordò
Via Palazzo di Città, 19
10122 Torino, Italy
+39 011 521 1324 ?
www.enotecabordo.it

Provato il 7 aprile 2012

Questa vineria/enoteca non è grandissima ed è situata in una bellissima via, molto tranquilla, in pieno centro vicino al Municipio.

Qui si possono degustare alcuni piatti particolari (un po’ cari e le porzioni sono un po’ piccole ma ottimi!), salumi e formaggi accompagnando il tutto con un buon vino bianco o rosso.

Abbiamo preso: galletto alle olive aromatizzate all’arancia con patate al forno accompagnato da un Grignolino del 2009 e un caciucco alla livornese accompagnato da un calice di vino bianco.

Come dolce abbiamo preso una torta di mele e (poche) mandorle.

Il costo è stato di 47 euro (non pochi!) ma il locale è bello, molto accogliente, caldo, piacevole stare in compagnia e parlare sorseggiando un buon vino.

Ne vale la pena!

 

La regina dei castelli di carta di Larsson Stieg

La regina dei castelli di carta di Larsson Stieg

La regina dei castelli di carta di Larsson Stieg

La regina dei castelli di carta di Larsson Stieg

Questa la trama tratta da ibs.it:

La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d’ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su “Millennium” un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l’intero paese. Non ci saranno compromessi. L’ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson è ancora una volta una descrizione della società contemporanea sotto forma di thriller. Un romanzo emozionante di trame occulte e servizi segreti deviati, che cattura il ritmo del nostro tempo e svela a cosa possono condurre le perversioni di un sistema malato. Una storia che, fedele all’anima del suo autore, narra di violenza contro le donne, e di uomini che la rendono possibile.

Giudizio: Bello, da leggere

Questo è il terzo ed ultimo della saga di Larsson, leggermente meno avvincente dei primi due ma molto scorrevole.