Author Archives: Marco Ratto

Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli

Sette brevi lezioni di fisica

Sette brevi lezioni di fisica

“Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato”. Tale è il presupposto di queste “brevi lezioni”, che ci guidano, con ammirevole trasparenza, attraverso alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha scosso la fisica nel secolo XX e la scuote tuttora: a partire dalla teoria della relatività generale di Einstein e della meccanica quantistica fino alle questioni aperte sulla architettura del cosmo, sulle particelle elementari, sulla gravità quantistica, sulla natura del tempo e della mente.

Giudizio: si può leggere, è molto veloce, semplice e si legge in un weekend.

Può essere usato come spunto per approfondire i sette temi affrontati nel libro.

Louisiana (The Other Side)

Louisiana

Louisiana

C’è un confine invisibile in America, oltre il quale abita una comunità miserabile e indigente, dimenticata da dio e dalle istituzioni. Veterani di guerra che sognano una donna presidente che si prenda finalmente cura di loro, soldati sempre in guerra che si armano per la ‘rivoluzione’, paramilitari ‘patriottici’ che scongiurano fantasmi, adolescenti che cercano in un pallone l’intenzione del gioco e in una bambola quella del domani, future madri alla deriva lungo il palo della lap dance, madri stordite dal piacere delle metanfetamine, nonni ubriachi di Jim Beam e lacrime, nonne immemori nella country music. Davanti ai (loro) volti arresi e dentro le foreste pluviali, resiste Mark, ‘angelo sterminatore’ e solidale che ‘sintetizza’ la vita e produce la via più breve per raggiungere il paradiso. 

Giudizio: bello, da vedere

Il regista Roberto Minervini è molto bravo e non lo conoscevo prima di questo film. Nel film si vede un ritratto ormai decadente degli USA, sono molto delusi da Barak Obama e sperano che nelle prossime elezioni vinca Hillary Clinton. Vediamo se la profezia è giusta…

Brek Ristorante Self Service di Piazza Solferino

Brek Ristorante Self Service
Via Santa Teresa, 23 – Piazza Solferino
10121 – Torino
Tel: +39 011 545424
Fax: +39 011 545424
Aperto tutti i giorni 11:30-15:00 | 18:30-22:00

Il locale è suddiviso su tre piani: il piano terra dove c’è tutta la parte del self-service e qualche tavolo al fondo; al piano -1 ci sono solo le toilette, al secondo piano ci sono tutti tavoli.
Abbiamo preso:
Hamburger con un misto di verdure cotte: buono
Pizza Emilia: buona, sottile, non troppo piccola, cotta bene in un forno elettrico
Frutta
Birra Menabrea
Acqua alla spina
Abbiamo speso 22.50 Euro.

Giudizio: buono, accettabile per un pasto veloce e semplice.
Purtroppo chiude dal 25 Maggio 2015. Pare per il caro affitto del locale (26 mila euro/mese ? Mi sembra uno sproposito…) e pare anche che i 38 dipendenti non vengono riassorbiti dalla Gecos, la finanziaria che controlla i ristoranti Brek, i supermercati PAM e Panorama e la catena discount In’s (che conta 11 mila dipendenti…).
Ultima cena in un locale che ha fatto un po’ di storia negli ultimi decenni.
L’ho conosciuto agli inizi degli anni ’90 quando ho cominciato ad andare al teatro Alfieri (che è proprio di fronte) e poi nel tempo l’ho frequentato saltuariamente ma era sempre un punto di riferimento se non sapevi dove andare a mangiare all’ultimo minuto.
Rimane solo più l’altro locale sempre in centro a Torino e più vicino a Porta Nuova:
Ristorante Torino Carlo Felice
Piazza Carlo Felice, 22
10121 – Torino
Tel: +39 011 534556
Fax: +39 011 534556
04R@cibis.it
Aperto tutti i giorni: 11:30-15:00 | 18:00-22:00

I segreti di Gray Mountain di John Grisham

I segreti di Gray Mountain

I segreti di Gray Mountain

Samantha Kofer, giovane e promettente avvocato associato da tre anni del più importante studio legale di New York, ha davanti a sé una brillante carriera, o almeno così crede. Ma è il 2008 e con l’esplosione della crisi finanziaria, le cui ripercussioni in tutto il mondo sono ben note, moltissimi professionisti restano senza lavoro. Gli istituti bancari, gli hedge fund e i grandi studi legali ridimensionano drasticamente spese e personale. E così, ad appena due settimane dal crollo di Lehman Brothers, Samantha perde il suo lavoro, la sua sicurezza e il suo futuro. Al tempo stesso, però, è anche una delle poche persone a cui viene offerta l’opportunità di lavorare gratuitamente per un anno in un piccolo studio di assistenza legale a Brady, una sperduta cittadina di 2200 anime sui monti Appalachi, in attesa di tempi migliori. È un cambiamento di vita radicale. Samantha si ritrova infatti in un mondo lontano anni luce da quello in cui ha sempre vissuto, e grazie all’indomita Mattie Wyatt, capo della Mountain Legal Aid Clinic, e all’affascinante e misterioso nipote di lei, l’avvocato Donovan Gray, capisce subito cosa significa doversi confrontare con veri clienti e problemi reali. Ma soprattutto dovrà fare i conti con il torbido e pericoloso business dell’industria carbonifera, vera risorsa del paese. Un mondo in cui le leggi non vengono rispettate, la violenza è sempre in agguato e la terra stessa è minacciata…

Giudizio: noioso, molto lento, si può evitare di leggerlo se non siete interesati alle cause legali contro le aziende del carbone

Sarà il mio tipo ?

Sarà il mio tipo ?

Sarà il mio tipo ?

Professore di filosofia, scrittore engage e amante volubile, Clément Le Guern è trasferito da Parigi a Arras, un piccolo centro a nord della Francia dove alloggia in un hotel e patisce il suo esilio. Annoiato dalla vita di provincia trova interesse e soddisfazione in Jennifer, bionda e vivace parrucchiera che adora i film con Jennifer Aniston e alleva un figlio da sola. Separata e in cerca del vero amore, Jennifer si innamora profondamente di Clément, che cita Kant e pratica il cinismo sentimentale. Tra un libro di Anna Gavalda e un romanzo di Émile Zola, il professore e la parrucchiera sembrano intendersi e capirsi sotto le lenzuola. Ma fuori dal letto e alla luce del sole, Jennifer comprende che il suo bisogno di amare, la sua voglia di amare e il suo amore per Clément vengono inesorabilmente frustrati dalla barriera culturale e sociale che l’uomo ha alzato tra loro.

Giudizio: Bello, da vedere, divertente ma con un finale a sorpresa….

Alcune frasi:

Clement: “Non è un gioco da intellettuali, la filosofia. Non è una masturbazione intellettuale. È uno sport da combattimento. Un’arte marziale. È il miglior modo di non farsi manipolare. Di non far vendere pezzi del vostro cervello a dei mercanti di bevande, di vestiti, di orologi, poco importa. Non impedisce di amare queste cose…ma permette…di capire cosa facciamo e perché…È importante essere coscienti di quello che si fa…essere svegli sempre.. La filosofia…è una liberazione.

Jennifer: No, io non sono bella. No.
Clément: Se lei non è bella, non so chi lo è.
Jennifer: Adriana Karembeu… Kate Moss… E Naomi Campbell. Loro sì sono belle… Ma io no, io…ho fascino, è un’altra cosa… Piaccio a certi uomini e non ad altri…Mentre quelle là tutti le trovano belle.
Clément: È incredibile! Lei dice la stessa cosa di Kant nella “Critica della facoltà di giudizio”…Ma, ma…esattamente.
Jennifer: Chi è?
Clément: Immanuel Kant, un filosofo tedesco… Lui spiega che da una parte c’è la sensibilità empirica ..se trovo del fascino in Kate Moss..è perché.. è così, è il mio gusto, non si discute, fine… E questo lui l’oppone al giudizio estetico…che si fonda sulla bellezza che, invece…sarebbe universale. Vuol dire che se affermo che… Kate Moss è bella… io postulo che tutti sono d’accordo con me.[…] Lei è kantiana, Jennifer. Fantastico.

Jennifer: Io preferisco i grossi libri… e poi non so, ho l’impressione che avrei potuto scriverlo io.
Clément: È un’impressione. Un’impressione di semplicità. È voluto. È come…un taglio di capelli. Quando hai finito hai l’impressione che sia facile da fare, ma in effetti… io, se provassi…ci sarebbero buchi, chiazze dovunque. Sarebbe il caos.
Jennifer: Ah questo…
Clément: Scrivere un libro è come fare un taglio…Solo che da un lato hai una massa di idee…e dall’altro una massa di capelli…ma altrimenti è lo stesso… Va ordinato, organizzato, messo in forma…e alla fine deve avere l’aria semplice… naturale. La scrittura e l’acconciatura sono la stessa cosa.
Jennifer: Tu mi prendi in giro.
Clément: No… Dei libri mi hanno cambiato la vita E tu l’hai cambiata alle ragazze a cui hai cambiato l’acconciatura. E questo me l’hai detto tu.

Jennifer: Sono così felice che vorrei morire subito, perché questo non finisca mai …E poi mi dico che non vale la pena di vivere momenti come questo perché per forza finiscono e.. che in fondo sarebbe forse meglio non viverli per non soffrire dopo. Ma sono felice comunque ed è troppo bello… Ecco, è così… ho la felicità triste. E non dirmi che anche tu.
Clément: Ma se non avessi la felicità triste, non sarei diventato
filosofo.
Jennifer: No.. E’ perché tu sei Gemelli…e i Gemelli non sanno essere felici. È così!

Jennifer: Prima di fare la parrucchiera… volevo fare la parrucchiera.
Clément: È una vocazione.
Jennifer: Sì. Devo esserci nata. È formidabile, sa. Cambiare il volto delle persone, può cambiare la loro vita.

Clément:L’orologio che porti al polso in realtà segna il tempo che è passato e ti ricorda quanto tempo manca alla tua morte…..

Jumping Jester

Jumping Jester
Via Giuseppe Mazzini, 2, 10123 Torino

Il pub è in pieno centro vicino a Via Lagrange, molto frequentato da ragazzini dopo le 22.
Il pub ha le televisioni e trasmette le partite di Sky.
Il locale è composto da una enorme sala dove c’è il bancone e poi una piccola sala rialzata.
Wifi gratis
Abbiamo preso:
Cheesburger
passabile
Menù Royalburger
già il primo errore: mi è arrivato il Bacon Burger.
Birra Beck in bottiglia da 33cl nella norma, fresca al punto giusto.
Panino surgelato scaldato troppo ed è diventato secco.
Hamburger surgelato e cotto male, troppo asciutto.
Patatine surgelate fritte che sono arrivate già quasi fredde, pessime.
Salse ketchup e mayo in bustine monodose.
Piatti di carta da buttare.

Pagato 14 euro, troppo se si considera che la qualità è decisamente scadente

Giudizio: da evitare se volete mangiare, se invece volete solo bere una birra o altro va bene.

Citizenfour

Citizenfour

Citizenfour

Hotel Mira di Hong Kong (Cina): rintanato in una delle stanze c’è il contractor della NSA (National Security Agency) Edward Snowden le cui rivelazioni di lì a poco rimbalzeranno tra i media planetari. È il giugno 2013, Snowden ha 29 anni e una consapevolezza impressionante della gravità delle informazioni di cui è in possesso.

Giudizio: interessante, da vedere solo se siete appassionati di complotti, di informatica, di crittografia, ecc.

White God – Sinfonia per Hagen

White God - Sinfonia per Hagen

White God – Sinfonia per Hagen

Nella Budapest di oggi una disposizione di legge, per favorire l’allevamento dei cani di razza, prevede che sui bastardi venga applicata una forte tassa. Per questa ragione molti padroni stanno abbandonando gli animali nei canili. Lili, 13 anni, deve andare a vivere con il padre a causa di un prolungato impegno di lavoro all’estero della madre. Porta con sé il suo cane bastardo Hagen ma il genitore non ha alcuna intenzione di averlo per casa e finirà per abbandonarlo in strada. Lili è sconvolta e si mette alla ricerca dell’animale. Nel frattempo Hagen sta cominciando a sperimentare il passaggio da una situazione protetta a un’altra in cui, insieme ad altri suoi simili, diviene oggetto di persecuzione.

Giudizio: Bello, da vedere, una storia drammatica sui cani.

Wild

Wild

Wild

Nell’America degli anni ’90 una ragazza rimasta sola con il proprio fratello dopo la morte improvvisa della madre (dal padre si erano allontanati anni prima per eccesso di violenza) e la fine del proprio matrimonio, chiusa nella dipendenza dall’eroina decide di affrontare il Pacific Crest Trail a piedi, più di 1.600 Km in totale solitudine macinati in più di due mesi. In questo periodo ripensa a quello che le è successo e che è determinata a superare con un’impresa che pare superiore alle sue forze.

Giudizio: Passabile, bei paesaggi ma è un po’ lento e noioso.

Selma

Selma

Selma

Nella primavera del 1965 un gruppo di manifestanti, guidati dal reverendo Martin Luther King, scelsero la cittadina di Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell’esercitare il proprio diritto di voto.

Giudizio: Bello, da vedere, fa riflettere che stiamo parlando della storia degli USA del 1964…

Giudizio assoultamente negativo per per il cinema Greenvich Village: Sala 1, posti 20 e 21 fila G.

Organizzazione inesistente (sono anche riusciti a vendere 2 biglietti negli stessi posti vicino al nostro), aria condizionata (fredda) per tutta la durata del film, i posti sono stretti e scomodi. Sconsiglio vivamente questo cinema.