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Un amico per la vita. La mia storia con Yago di Luca Ugolini


Se siete amanti degli animali ed in particolare dei cani e ancor di più dei Pitbull allora dovete assolutamente leggere questo libro di Luca Ugolini.

Luca Ugolini è un Content Creator (per ora…) e lo potete seguire sui vari Social tra cui Instagram , Facebook e YouTube

Questa una breve introduzione del libro direttamente preso dal sito della casa editrice Sperling&Kupfer:

Un racconto emozionante che celebra l’amicizia tra uomo e animale, dimostrando come l’amore possa abbattere ogni barriera, anche quelle create dalla paura e dall’ignoranza.

«”Luca, questo esemplare non va bene: non ha le misure giuste, ed è… anche un po’ goffo.” “Perfetto, è lui che voglio.”» È così che a volte cominciano le storie d’amicizia più pure e tenaci, come quella tra Luca e il suo pitbull Yago: in un giorno segnato dal destino e iniziato con il piede, o in questo caso la zampa, sbagliata. Yago non è solo un cane: è una piccola meraviglia a quattro zampe, con un cuore immenso e una sensibilità straordinaria. Ed è proprio grazie al suo animo gentile che questo cagnolone dalla stazza ingombrante riesce a portare nella vita di Luca una ventata di amore, felicità e pura tenerezza, diventando il catalizzatore di un cambiamento profondo. Insieme a lui, infatti, Luca ritrova la forza di rimettersi in gioco e inseguire quel sogno d’infanzia che sembrava ormai lontano: diventare un handler. Tra queste pagine leggeremo di loro, dell’amicizia autentica e incondizionata che li lega, e impareremo a guardare oltre le apparenze, come solo chi parla con gli occhi può insegnarci.

Pagine: 208
Giudizio: bello, lettura scorrevole e molto piacevole, assolutamente da leggere

Porridge (la mia ricetta perfetta)

Riporto qui di seguito la mia ricetta perfetta per fare il Porridge da mangiare per colazione.
Il quantitativo lo ritengo perfetto per fare una bella colazione sostanziosa.

Ingredienti per 2 persone

  • 70 gr. di avena (io utilizzo quella della Lidl o del Carrefour, normale, non integrale).
  • 140 ml di latte (la parte liquida deve essere in rapporto 1:4)
  • 140 ml di acqua
  • 5 gr. di zucchero
  • un pizzico di sale
  • miele o sciroppo d’acero
  • frutta secca noci, mandorle, datteri
  • cannella (facoltativo)

Procedimento
La sera prima mettere in ammollo in un pentolino i fiocchi d’avena nell’acqua.
La mattina, al risveglio, troverete una crema di avena che avrà assorbito tutta l’acqua.
Aggiungere il latte nel pentolino e metterlo sul fuoco basso.
Aggiungere il sale, lo zucchero e girare con un cucchiaio.
Cuocere per circa 5 minuti a fuoco basso e aspettare che la crema assorba tutto il latte.
Versare la crema di avena in una tazza e lasciarla intiepidire un pò prima di aggiungere il miele e la frutta secca.

Fiocchi d'avena Lidl

Fiocchi d’avena Lidl

Porridge

Porridge

Effetto Dunning-Kruger al tempo dell’IA

Non so voi ma sempre più spesso ci si trova a parlare con persone che non hanno la minima competenza in una specifica materia ma utilizzano l’intelligenza artificiale (in particolare assistenti basati su intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, Copilot, Claude, Gemini, DeepSeek, ecc.) per dimostrare che è molto banale risolvere i problemi più o meno complessi.

Questo fenomeno viene spesso descritto come una manifestazione moderna dell’effetto Dunning-Kruger, amplificato dall’uso dell’Intelligenza Artificiale.

In psicologia, questo bias cognitivo porta persone con scarse competenze in un ambito a sovrastimare la propria capacità di giudizio. L’IA agisce come un catalizzatore, offrendo risultati dall’aspetto professionale che generano una falsa percezione di padronanza (l'”illusione di competenza”), portando chi ha ruoli decisionali a sminuire la complessità di competenze tecniche che non possiede.

L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva per cui persone poco esperte in un campo sovrastimano le proprie abilità, ignorando la propria incompetenza a causa di un deficit metacognitivo. Studiato nel 1999 da David Dunning e Justin Kruger, evidenzia che chi sa poco crede di sapere molto, mentre i veri esperti tendono a sottostimarsi.

Illusione di competenza

L’IA fornisce risposte rapide e grammaticalmente impeccabili, che innescano un bias di conferma: chi non è esperto interpreta la fluidità del linguaggio dell’IA come prova di correttezza tecnica, ignorando le falle logiche o la mancanza di contesto che solo uno specialista saprebbe cogliere. L’incompetenza non solo porta a errori, ma impedisce di accorgersene, rendendo le persone meno competenti estremamente sicure delle proprie opinioni.

Delega del pensiero critico

Quando persone con responsabilità usano strumenti generativi per “banalizzare” il lavoro altrui, tendono a saltare la fase di supervisione critica. È il rischio della cosiddetta “automazione cieca“, in cui il processo viene validato solo perché prodotto da una macchina, portando a decisioni fragili o errate.

Percezione del valore

Esiste una tendenza a confondere l’efficienza esecutiva (fare una cosa velocemente) con la competenza strategica (sapere perché una cosa va fatta in un certo modo e quali sono i rischi nascosti). L’IA eccelle nella prima, ma non può sostituire l’esperienza necessaria per gestire le eccezioni o le implicazioni di lungo termine di un progetto.

Cosa fare se ci si trova in questa dinamica ?
La strategia più efficace è spostare il focus dal “risultato” al “processo di validazione“: chiedere sempre quali sono stati i criteri di verifica del materiale prodotto dall’IA e quali sono le competenze umane che garantiscono che quell’output sia sicuro, etico e conforme ai requisiti tecnici necessari. Spiegare che la facilità di generazione è un vantaggio per la produttività, ma che la responsabilità del risultato ricade sull’azienda. Chiedere chi risponde in caso di errori causati dall’output dell’IA non supervisionato da un esperto.

Origine dello studio
La ricerca, intitolata Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments, fu ispirata da un curioso fatto di cronaca del 1995: un uomo di nome McArthur Wheeler rapinò due banche dopo essersi cosparso il viso di succo di limone, convinto erroneamente che, agendo come “inchiostro invisibile”, il succo lo avrebbe reso invisibile alle telecamere………

Fonti

Ne riporto qui sotto solo alcune da cui mi sono preso la libertà di riassumere in questo post. Se volete approfondire l’argomento basta cercare su google “AI Washing“, “effetto dunning-kruger“.

https://robertoconigliaro.it/ai-effetto-dunning-kruger-consapevolezza-metacognizione/

https://cmr.berkeley.edu/2024/12/ai-washing-the-cultural-traps-that-lead-to-exaggeration-and-how-ceos-can-stop-them/#:~:text=In%20this%20scenario%2C%20AI%20washing,of%20biased%20or%20opaque%20systems.

https://www.linkedin.com/pulse/automating-bias-what-dunning-kruger-effect-reveals-ai-hilson-greener-97fre#:~:text=True%20expertise%20recognises%20limitations%2C%20questions,may%20be%20undervalued%20or%20ignored.